Parole

“Il solo mutare di un segno avrebbe cambiato tutto il resto, scombussolato gli altri (…). Ogni evento diverso fa diversi tutti gli altri.”

“Tu.
Tu mi fai battere il cuore.
Tu mi concedi il tempo, il posto, la rivincita.
Tue sono l emani che vengono da lantonao, il passato infinito, la prova del mondo. Tuo il batter di ciglio, il presente, l’attimo di quel tuo volto cosí bello da guardare.
Tou il miracolo di farmi restare insieme a quella che ero e che sarò, camminare spiagge e non deserti e dhiedermi sempre che mare vedrò.
Questo foglio d’attesa lasciato lí, non voltato per non leggere subito e consomare: questa penna tra i denti a persarti fra un college w l’altro, fra una ricerca e un panino: questa voglia, quest’orgasmo solo attutito e silenzioso nel resto del giorno, nel giorno che non ti vedo e non conta.
Tuo è il ritorno a far grande una stanza di fiori comprati o rabbie o susurri: tua la linea di fumo che spegni e riaccendi e mi indica dove: l’invariabile odore degli anni che sommano agli anni l’amore impossibile a dirsi in un giorno.
Ho imparato alfabeti che nemmmeno pensavo e ho riempito le ansie con quella lentezza di vivere che ci siamo scambiati.
Non sapevo e credevo di conoscerlo, il sentimento, ma ne tenevo un capo, un’ombra, un limite: ora lo so e m’è intero negli occhi,nelle vene.
E tu mi fai battere il cuore”

“Mi sento sola, sola, sola.
Capita, certe notti, come questa, capita. (…)
Ho lacrime di improvvisi ricordi, come tutti; come tutti sbando, dubito, mi riaccendo. (…)
Ma capita. è un’assenza, un’attesa, un ritardo. Non sono orfana di qualcosa che è andato via, ma di qualcosa che deve ancora arrivare.”

“Quella volta, ingenuo come un adolescente, credetti che fosse più difficile amare che essere amato. Ora so che non è così. Amare dà un potere senza confini che non conosce spaventi e ritirate; essere amati è un continuo bivio e raddoppia i sussulti e le tenereze; hai sempre paura di sbagliare e ne esci battuto sempre, perché, per quanto tu riesca a dare, non colmi mai la misura.”

“Le parole non le portano le cicogne”. Roberto Vecchioni

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